Analisi percorso bike del Challenge Rimini


Venerdì 25 aprile abbiamo provato il percorso bike del Challenge Rimini, e registrato i dati per l’analisi del percorso con GPS Garmin.

Altimetria percorso bike Challenge Rimini

Altimetria del percorso bike del Challenge Rimini

Il percorso, lungo in totale 91,3km, è paesaggisticamente molto bello: si parte dal lungomare di Rimini e si sale verso le colline, da dove è possibile ammirare un fantastico panorama; tecnicamente è anche molto vario e ce n’è per tutti i gusti: salite per gli scalatori, qualche breve discesa tecnica per i discesisti e lunghi tratti in pianura o falsopiano, dove i cronoman potranno esprimersi al meglio.

La natura estremamente varia del percorso rende sicuramente tutto più divertente, ma potrebbe nascondere numerose sorprese.

Grafico pendenze percorso bike Challenge Rimini

Grafico delle pendenze del percorso bike del Challenge Rimini

Dopo i primi 7 chilometri pianeggianti c’è il primo strappetto, breve (circa 900m), ma piuttosto ripido: pendenza media intorno al 6% con un picco del 9%. Quindi si scende per circa un chilometro e segue un tratto in falsopiano fino al chilometro 16. Da qui (siamo sotto Coriano) inizia una salita di circa 4,5km, che ci porterà nell’ordine a Coriano, Passano, San Savino e oltre. Questa salita prevede un primo breve tratto (poco più di 700m) al 6,7% di pendenza media ed un ultimo tratto di circa 900m con pendenza media al 4,3%, mentre nel tratto centrale si sale in maniera poco impegnativa, con pendenze che variano dal 1,5 al 3,2%. Segue una breve di discesa di circa 1,6km, quindi un nuovo tratto (poco più di 11km) in falsopiano o con pendenze poco impegnative (pendenza massima 3%), fino alle porte di Mercatino Conca (siamo al chilometro 35); in questo tratto la strada fa venir voglia di spingere molto forte in posizione da chrono, ma la pendenza, seppur bassa, non va sottovalutata e, considerando le salite che seguono, una cattiva gestione in questo tratto potrebbe essere pagata cara. Da Mercatino Conca inizia una salita di 5km scarsi, con un primo tratto, fino a Monte Grimano Terme, piuttosto impegnativo. Questo primo tratto, lungo circa 3,1km, presenta una pendenza media del 7,3% con valori di picco (raggiuti due volte nell’ascesa) a 9,5%. Arrivati a Monte Grimano Terme si ha l’impressione di vedere la strada “spianare” e si potrebbe facilmente cadere nell’errore di pensare che sia finita (soprattutto se si è spinto molto in salita); in realtà la pendenza cala, ma la strada continua comunque a salire per altri 1,5km con una pendenza media intorno al 3,0 – 3,5%; pendenze del genere possono sembrare ridicole, ma se si è speso molto nel precedente tratto in salita, potrebbero comunque creare delle difficoltà. Pertanto in questa salita sarà fondamentale dosare bene le energie fino a Monte Grimano Terme e restare concentrati da lì in poi per mantenere lo stesso approccio alla salita, in modo da non perdere secondi preziosi proprio nell’ultimo tratto meno ripido. Segue una discesa tecnica di 2,6km, attenzione in questo tratto, poiché l’asfalto non è sempre in ottime condizioni. A questo punto ci sono 3,6km in falsopiano o leggera salita (pendenza massima 3,5%) fin sotto Monte Cerignone; da qui l’ultimo strappo prima del giro di boa: 1km al 6,5% di pendenza media.

Giro di boa a Monte Cerignone (siamo al chilometro 47) e inizia il rientro verso il mare con un percorso un po’ più breve rispetto all’andata. Un primo chilometro di discesa abbastanza tecnica e poi si continua a scendere in falsopiano o con pendenze molto leggere: 19km che saranno il paradiso dei cronoman! Al chilometro 67 l’ultima salita: circa 1,7km con pendenza media di poco inferiore al 4%. Da questo punto in poi si scende dolcemente fino agli ultimi 10km che sono completamente pianeggianti. Dal 70° chilometro in poi, saranno di nuovo i cronoman che potranno esprimersi al meglio.

Come detto all’inizio, il percorso è piuttosto vario, ma proprio per questo può nascondere numerose insidie. Esclusi gli atleti élite, credo che per tutti gli altri sia fondamentale gestire al meglio il tratto di andata verso il giro di boa, in modo da costruire il tempo nel ritorno. Questo perché il ritorno è più veloce, ma soprattutto più lineare rispetto all’andata. Ovviamente ogni atleta dovrà pianificare la propria strategia, partendo dall’analisi congiunta del percorso e delle proprie caratteristiche.

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